Fregatene di Amazon Travel

Amazon travel

A giorni il leader mondiale dell’e-commerce lancerà un nuovo sito per hotel

Ripassa la storia del marketing e scopri perchè booking resterà il N1

Eccoci qua.. Stavolta mi tocca parlare di attualità.. Dico “mi tocca” perché normalmente preferisco occuparmi delle mie cose ma dato che questa volta la novità riguarda da vicino il mondo in cui lavoro,  ho deciso di dire anche io la mia.

Lo faccio sia per tranquillizzare gli ansiosi che si stanno facendo prendere dal panico (sperando così di ricevere qualche chiamata in meno e salvare la batteria del mio povero iphone), sia perché in giro sento ragionamenti senza logica e quindi, come dicono gli americani, “I’ll give you my two cents”.

Per farlo come d’abitudine, mi aiuto con un paio di esempi.. Anzi no, facciamo così, facciamo proprio un gioco. Ne approfitto dato che sono in aeroporto e il mio volo è in ritardo di due ore così forse riesco a rimanere sveglio.. si, perché per fortuna/purtroppo ho il talento innato di dormire ovunque e non sarebbe la prima volta che dico “mi appoggio due minuti” e finisce che perdo l’aereo..

Ma veniamo ai fatti: da mesi ormai è partito il tam-tam mediatico che annuncia l’uscita a marzo del nuovo Amazon travel.

In pratica Amazon, il più grande sito di e-commerce del mondo, ha deciso di fare quello che tecnicamente si chiama “estensione di linea” e permettere agli utenti anche di prenotare hotel attraverso il proprio sito..

Il ragionamento che hanno fatto dalle parti di Seattle apparentemente non fa una piega: “siamo i migliori al mondo a vendere on-line, il turismo è uno dei settori che va più forte on-line e noi rimaniamo a guardare? Facciamolo anche noi e facciamo saltare il banco!”

Se stai pensando anche tu che sia una buona idea, mi dispiace ma devo darti torto. Lo so che che sembra tutto ok, e a dire la verità non mi diverto neanche a fare sempre bastian contrario, ma ci sono alcuni aspetti del marketing che sono veramente controintuitivi.

Per questo, quando parliamo di marketing, seguire l’intuito è quasi sempre una cattiva idea.

Ma veniamo come promesso al nostro gioco perchè quando faccio il professore mi annoio da solo e mi sta già calando la palpebra :-)

Il gioco che mi sono appena inventato si chiama leader di categoria.

Seguimi un attimo, poi facciamo delle considerazioni insieme.

Io ti do la categoria di un settore e tu mi dai il leader, ok?

Cominciamo!

  • Categoria fast food: leader? McDonalds, Bravissimo!
  • Categoria compagnie aeree low cost: leader? Ryan Air, ça va sans dire..

(a dire il vero oggi dopo il ritardo di due ore non dovrei fargli pubblicità ma sono stati così gentili da compensare il danno con un buono pasto di 5 € per comprare un panino di plastica al bar dell’aeroporto, come fai a non volergli bene?)

  • Categoria auto sportive di lusso: leader? Ferrari, ti piace vincere facile eh?

Andiamo avanti..

  • Categoria smartphone? Se hai detto Iphone hai indovinato, se hai detto Galaxy ancora te la passo, se hai detto Lumia sei un nerd nostalgico e non ti voglio sul mio blog :-)

Ok, adesso che ci siamo scaldati scendiamo un pò più nel dettaglio..

Hai notato che le categorie sopracitate in realtà sono tutte “sotto-categorie”??

  • McDonalds è leader nei fast food che è una sottocategoria della categoria ristoranti.
  • Ryanair nelle compagnie aeree low cost e non delle compagnie aeree.
  • Ferrari è leader nella categoria auto sportive di lusso, non nella categoria automobili.
  • Apple ha letteralmente reinventato la categoria smartphone con l’iphone mentre prima nokia dominava nella macro categoria generalista dei cellulari.

Ok, se mi hai seguito fin qui adesso ho un’altra domanda per te:

Hai mai bevuto una Burn??

A meno che tu non sia uno dei pochi fan, molto probabilmente non l’hai mai bevuta ma magari sai di cosa parlo, se invece non l’hai mai sentita neanche nominare lascia che ti racconti una storia..

energy-drinks

Nel 1984, Il Signor Dietrich Mateschitz , traendo ispirazione da alcune bevande energetiche già molto popolari in asia, decide di importare in Europa una bevanda simile e fonda la Red Bull GmbH. Tre anni più tardi comincia la commercializzazione in Austria.

Alla fine del 2012 Red Bull impiega 8.966 persone in 165  paesi con un fatturato di 4,930 miliardi di  euro.  SI, hai letto bene, parliamo di quasi 5 miliardi di €.

Di fatto la Redbull ha letteralmente inventato la categoria “Energy drink” nel mercato occidentale.

In seguito alla crescita del mercato delle energy drink e al ristagno delle vendite delle bibite analcoliche, anche la Coca Cola è voluta entrare nel mercato delle bevande energetiche..

Riesci a immaginare cosa hanno pensato i geni del marketing ad Atlanta?: “siamo i n1 al mondo nel mercato delle bibite, il mercato degli Energy drink cresce alla grande e noi restiamo a guardare?? Facciamoci la nostra Energy drink e distruggiamo quei pivelli della Redbull..

Ti suona familiare? Vuoi sapere come è andata a finire?

Con la Burn la società di Atlanta ha ufficialmente lanciato la sfida a Red Bull; progettando il lancio del prodotto in modo spettacolare infatti, la Coca-Cola ha organizzato il capodanno del 2002, chiamando la serata “Burn”. La particolarità della serata stava nel fatto che la nuova bevanda era stata tenuta segreta fino alla sera stessa, quando ne furono distribuite migliaia di lattine in tutto il mondo.

Ora 13 anni dopo sai chi è il leader di settore??? Te lo dico io: Il leader incontrastato del mercato degli Energy drink, oggi come allora, è la Redbull.

Per la cronaca la burn ha una piccola quota di mercato e su scala mondiale si piazza al terzo posto dietro la monster..

Ma come è possibile?? La Coca cola ha un brand fortissimo, è conosciuta in ogni angolo del pianeta, ha miliardi da spendere nel marketing e finisce dietro ad un signore austriaco di mezza età? Si proprio così. E Sai perché?

Perché in un epoca di bombardamento di informazioni come quella attuale, quando un azienda occupa il primo posto nella testa delle persone, in una specifica categoria, non è possibile scavalcarla. Neanche se chi ci prova si chiama Coca-cola e neanche se mette sul piatto trilioni di dollari per sensazionali campagne di marketing.

Questo perché le persone non hanno tempo e voglia di perdersi tra le alternative, non vogliono rischiare e preferiscono spendere i loro soldi per le aziende considerate leader.

Ora, per completezza di informazione devo specificare che non c’è spazio solo per il leader di ogni settore, altrimenti ci troveremmo di fronte a centinaia di monopoli.. ma, in un periodo di contrazione di consumi, la stragrande maggioranza delle persone compra dal leader di mercato.

Dal leader si compra soprattutto per sicurezza ed emulazione (se lo comprano tutti sarà buono).

E, sul lungo periodo, i primi due protagonisti  (azienda leader e azienda co-leader) si prendono l’80% circa del mercato mentre gli altri player si dividono quel poco che resta sul piatto.

Facci caso, finisce sempre così:

  • Iphone vs Galaxy
  • Nike vs Adidas
  • McDonalds vs Burger King
  • Barilla vs De Cecco
  • Booking vs Expedia

Come vedi, dopo tutta questa panoramica ci siamo avvicinati molto alla nostra aerea di competenza.

Nella categoria delle agenzie on-line per il turismo attualmente c’è un leader incontrastato (booking.com)  e c’è un co-leader (expedia) che in europa ultimamente sta perdendo quote di mercato.

E in questo duopolio come si posiziona amazon travel??

Al momento sembra che non abbia un vero e proprio elemento differenziante rispetto alle due e la possibilità di fare cross-selling con libri e/o souvernir delle vacanze è troppo debole per diventare elemento di scelta.

In pratica il piano di amazon è sfruttare la forza brutale dei suoi numeri e mettere sul piatto centinaia di milioni di dollari per fare guerra ai competitor.

Secondo te è sufficiente come strategia?

La storia della burn e della redbull ci insegna di no.

A mio parere il nuovo player potrà puntare al massimo al terzo posto e se sfrutta bene l’esperienza globale di acquisto può al massimo fare un pensierino al secondo.

Mi dispiace, ma per la medaglia d’oro non c’è trippa per gatti. Il leader della categoria specifica “prenotazioni on-line” è troppo focalizzato rispetto al leader della categoria generica “acquisti on-line”.

Il motivo è sempre lo stesso..

Se dico prenotazioni on-line tu cosa dici? Esatto, booking.com

Te lo ripeto:

Posto preso nella testa delle persone = leadership garantita.

Sempre per la cronaca, a luglio 2014, amazon ha lanciato anche lo smartphone firephone con l’obiettivo di fare concorrenza a iphone e galaxy.. Ora, se pensi a quanti dei tuoi amici l’hanno acquistato non c’è  bisogno che ti racconti come è andata a finire..

Detto questo, al di la delle previsioni che sono buone più per gli addetti ai lavori che per gli albergatori, come sempre ciò che vale è la legge della strada.

I rumors dicono che inizialmente il progetto pilota di amazon travel dovrebbe limitarsi agli stati uniti ma, se e quando la cosa si espanderà in Europa, non hai comunque di che preoccuparti.

Se i numeri lo giustificheranno avrai semplicemente un nuovo canale da aggiornare e puoi scommettere che tutte le principali software house che sviluppano channel manager realizzeranno un interfaccia ad hoc.

Se invece ancora lavori solo con booking.com e lo aggiorni manualmente sarà la volta buona per procurarti un channel manager e in quel caso mi darai uno squillo così siamo tutti contenti :-)

Se ti è piaciuto l’articolo di oggi clicca su mi piace e condividi, se non ti è piaciuto ma vuoi contribuire a salvare la batteria del mio iphone condividi comunque, così più persone leggono, meno chiamate ricevo per sto benedetto amazon travel  :-)

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e tutto ciò che riguarda il marketing. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero

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