Gian Marco Archive

Prendere un hotel in gestione

Prendere un hotel in gestione

Tutti vogliono prendere un hotel in gestione. Ma è davvero un business per tutti?

 Scopri quello che devi assolutamente sapere prima di sederti a trattare

Ed eccoci di nuovo qua. Mentre scrivo, il calendario indica che siamo arrivati al 26 agosto. E, come ogni anno, comincia la discesa che porta alla fine della stagione estiva.

Stando alle statistiche che circolano on-line, i numeri del turismo Italiano sono di nuovo in crescita e il bilancio dovrebbe essere positivo. In scia al trend degli ultimi anni.

Poi chiaramente i numeri non dicono tutto e andrebbero analizzati nel dettaglio.

Ad esempio, in pochi parlano del fatto che la finestra prenotativa si accorcia sempre di più e, chi non ha un volume importate di clienti abituali, deve imparare a gestire vendite last minute e last second che impongono nervi saldi e grande conoscenza del mercato.

Ma questa è un’altra storia.

L’argomento di cui voglio parlarti oggi invece, è il crescente interesse per il business degli hotel in gestione.

Ogni settimana infatti, ricevo diverse mail di persone interessate a scendere in campo per una nuova avventura.

Premessa: questo è sicuramente un fattore positivo per il movimento.

Ma è anche vero che occorre grande attenzione e la giusta dose di prudenza prima di avventurarsi in un mercato nel quale non si ha esperienza diretta.

Prendere un hotel in gestione è un’attività attraente e potenzialmente redditizia che però nasconde insidie anche per gli imprenditori navigati.

Quindi, prima di buttarsi, è molto importante avere delle coordinate di base, per evitare di commettere i classici errori di ingenuità che possono castrare sul nascere la nuova attività.

Per questo motivo, ho deciso di scrivere questo articolo sia per rispondere alle domande più frequenti che ricevo sull’argomento, sia per dare dei riferimenti su alcuni aspetti meno considerati, che invece devi assolutamente conoscere prima di sederti a trattare.

Sei pronto a prendere appunti? Si parte.

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e tutto ciò che riguarda il marketing. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero

Come funziona rate manager di booking?

Rate Manager

Come funziona la nuova app revenue di booking? Che vantaggi può portare al tuo hotel?

Perchè ti sconsiglio di attivarla prima di aver letto questo articolo (fino in fondo)

Premessa:  questo non è uno di quei post di stomaco, nati dal bisogno impellente di fare chiarezza su una questione tecnica o di attualità riguardo agli hotel.

Al contrario, nasce dalla necessità di rispondere a una delle domande più frequenti che sto ricevendo agli eventi, via mail e sul gruppo Albergatore Pro negli ultimi mesi e, ancor di più nelle ultime settimane.

L’obiettivo è valutare lo strumento in maniera analitica, partendo dalle informazioni oggettive e aggiungere il mio punto di vista rispetto alle preoccupazioni che si stanno diffondendo sull’argomento.

On-line, come sempre, ho letto di tutto.

Ognuno ha la sua opinione.

E così, considerando la mia esperienza di 10 anni in una software house che sviluppa applicazioni per incrementare la redditività degli hotel, ho pensato che non potevo esimermi.

Ma partiamo dai fatti.

Un paio d’anni fa circa, booking ha presentato il nuovo pacchetto bookingsuite che prevede una serie di servizi tra cui la gestione del sito ufficiale per gli hotel e la rate manager, una app sviluppata per dare un supporto agli albergatori nella scelta della miglior tariffa di vendita.

Ovviamente, data la posizione ingombrante dell’azienda in questione, è subito partito un dibattito tra esperti ed addetti ai lavori sui vari blog e gruppi di discussione.

“Se gli affidiamo anche il sito ufficiale, tanto vale consegnargli le chiavi dell’hotel”

Questa l’obiezione più popolare riguardo al tema siti.

Più lenta invece è stata la penetrazione e la reazione al rate manager, per diverse ragioni…

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e tutto ciò che riguarda il marketing. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero

Copywriting per hotel: TUTTO quello che devi sapere

Copywriting per hotel

Scopri tutti i segreti del copywriting per hotel per attirare un flusso costante di lettori

e crea con loro un legame indissolubile per trasformarli nei tuoi migliori clienti

Ed eccoci qui.

Dopo la diretta della scorsa settimana dove ho parlato per circa un’ora di copywriting per hotel, ho deciso di farmi un giro sul web per fare una ricerca delle informazioni disponibili.

Ed ho capito tante cose.

Ho capito che nonostante il copy sia una competenza DETERMINANTE per sviluppare il marketing di un hotel, attualmente il panorama-web dei contenuti disponibili in italiano è oggettivamente POVERO.

Pochi contenuti, pochi autori, pochissimi veri ESPERTI.

Poco di tutto.

E così, ho deciso di rimboccarmi le maniche e sfidare word con l’obiettivo di mettermi in cima ai risultati di google per offrire a chi naviga in cerca di informazioni sul copy una guida completa, frutto della mia esperienza negli ultimi 4 anni.

Quindi, per prima cosa, riavvolgiamo il nastro.

30 marzo 2013.

Ricordo benissimo quel giorno.

Era un sabato pomeriggio.

L’inter aveva appena perso contro la juve ed io ero a casa da solo.

Una cosa che mi capita spesso, considerando che anche mia moglie lavora in hotel (ma dai?!).

Ero appena tornato dall’ennesima settimana in giro per l’Italia e stavo facendo il punto della situazione mentre cercavo di recuperare le energie.

“…Incontro decine di albergatori ogni settimana.

Molti di loro vivono imprigionati nel paradosso.

Sono scontenti dei risultati ma non fanno altro che lamentarsi.

Dovrebbero impegnarsi di più, studiare di più, sviluppare nuove competenze.

Invece rimangono legati a procedure vecchie di 20 anni.

Mi fanno una gran rabbia.

Ma…

Alcuni di loro sembrano voler reagire.

Sono curiosi, mi fanno domande.

A volte ci incontriamo per un semplice caffè e finiamo a parlare per ore del mercato, di marketing, di revenue, di cosa deve fare un albergatore oggi per competere sul mercato.

Solo che io sono uno.

E per quante energie possa avere non riuscirò mai ad incontrarli tutti.

A meno che…

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e tutto ciò che riguarda il marketing. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero

Tutti contro Booking Kong

Booking Kong

Federalberghi, singoli albergatori, Airbnb: tutti attaccano il gigante blu

Ma è davvero booking il nemico o dovremmo guardarci da minacce peggiori?

Per prima cosa mi scuso per l’assenza ma durante il mese di febbraio non ho praticamente alzato la testa dalla scrivania per preparare tutti gli eventi dell’anno.

Tra il consueto Road Show e la stagione di fiere che sta per cominciare, anche il 2017 è partito a tutta velocità e non sono riuscito a trovare il tempo per pubblicare il mio consueto articolo mensile. Mea culpa.

Nonostante questo, come sempre, ho trascritto su una nota del mio fedele iphone gli spunti più interessanti che ho raccolto in giro per l’Italia e pochi giorni fa mi stavo apprestando a mettere insieme un bel post di attualità.

Ma le cose sono andate diversamente.

Infatti, nelle ultime settimane, sul gruppo Albergatore Pro è divampata una nuova ondata di domande e ipotesi macchiavelliche sul futuro delle prenotazioni on-line e di booking in particolare.

C’è chi pensa che siamo vicini alla fine di un era, chi si prepara ad un’avventurosa estate fuori pista in disparity rate e chi si dice certo che airbnb sia ormai pronto a prendersi la corona.

Così, fedele al mio ruolo di Indiana Jones degli hotel della penisola, ho deciso di mettere l’esperienza di mille avventure al servizio dei miei lettori, prima che qualcuno si faccia male.

Per farlo, ho preso spunto dall’ultimo film che ho visto al cinema, perché contiene una lezione che ritengo molto utile per fare chiarezza sull’attuale scenario delle prenotazioni on-line.

Quindi, tieniti forte, stiamo per decollare alla volta di Skull Island… (se hai intenzione di vedere il film Kong fermati qui perché stai per entrare in area spoiler)

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e tutto ciò che riguarda il marketing. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero

Franco Grasso Vs Frank Merenda

Franco Vs Frank

Tu su chi hai puntato? Fai revenue come dice Franco o alzi i prezzi come dice Frank?

Come fai a vincere puntando su entrambi anche se (apparentemente) sono uno contro l’altro?

Eccoci di nuovo qua, sono appena rientrato in italia e sono già operativo al 100%.

Sono sincero, per rendere il rientro più soft e prolungare il più possibile l’effetto vacanze, avevo pensato di fare un post con tutti gli spunti che ho raccolto negli hotel in cui ho soggiornato in Malesia ma, come si dice?

“La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri progetti”.

E così, l’altra notte, la stessa del mio rientro, mi sono svegliato all’1.15 per effetto del jet leg e mi sono ritrovato taggato in un post di un partecipante al gruppo Albergatore Pro che mi chiedeva di commentare un tema spinoso come un porcospino.

Te lo riporto testualmente:

“Ormai mi sono perfettamente calato nel mio ruolo, come dice Gian Marco Montanari sono lo Sgarbi del gruppo. Per cui lancio la mia solita provocazione con la speranza di generare commenti, o insulti, finalizzati alla comune crescita :-)

Premessa, Gian Marco è follemente innamorato di due personaggi: Franco Grasso e Frank Merenda.
Altra premessa concordo con Gian Marco.

Ho appena finito di leggere un post di Merenda, un concentrato di verità, in cui diceva che perseguire la strada del prezzo basso portava al suicidio. Bisogna tenere i prezzi alti inventandosi un prodotto ed un target differente.

Poi ricordo che Franco Grasso dice che nei periodi di bassa richiesta il prezzo basso è un ottimo stimolo per generare domanda.

Ora mi chiedo, queste due filosofie come possono andare d’accordo? Hanno un punto in comune? Rappresentano la stessa verità ma in chiave differente?

Ne vogliamo discutere?

Gian Marco Montanari tu sei il padrone di casa, vuoi aprire le danze?”

Risultato: ho approfittato dell’insonnia e ho risposto con un commento-poema che ho subito deciso di riconvertire in articolo per assicurarmi di affrontare con tutta l’attenzione che merita un argomento chiave nella politica commerciale dell’hotel…

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e tutto ciò che riguarda il marketing. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero

Se gli hotel vanno su airbnb

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Cosa succede se gli albergatori iniziano a vendere in massa su Airbnb?

Perchè un errore di marketing rischia di mandare ko il leader dell’home sharing?

Per quanto sia contrario ad accodarmi agli argomenti del momento per attirare traffico sul mio blog, anche io oggi ho deciso di parlarti di airbnb.

Ma a differenza di quello che fanno grandi catene, singoli albergatori, consulenti ed esperti vari, non ho nessuna intenzione di alimentare le pubbliche relazioni che contribuiscono alla crescita del brand.

Così, anche questa volta, voglio offrirti il mio punto di vista fuori dal coro sulle possibili prospettive future.

Partiamo dai fatti.

Airbnb oggi è, indiscutibilmente, il primo player mondiale sul mercato dell’home sharing.

Consente a MILIONI di persone di affittare il proprio appartamento/casa privata tramite un sito e una app sulle quali fare ricerche, vedere foto e leggere recensioni bidirezionali di proprietari e ospiti.

E fini qui dovremmo esserci tutti.

Ora, attualmente Airbnb ha una valutazione di circa 24 MILIARDI di dollari.

Per fare un paragone, Marriott, che gestisce più di 4.000 hotel e l’anno scorso aveva 13,8 miliardi di dollari di fatturato, è valutata circa 21 miliardi di dollari.

Alla luce di questi numeri, siccome la maggior parte degli albergatori sono stanchi, frustrati e impreparati ad affrontare l’ennesima rivoluzione, Airbnb è diventato in pochissimo tempo il nuovo nemico pubblico numero 1.

  • “E’ illegale!”
  • “Concorrenza sleale!”
  • “Evasori!”

Mi sembra di sentire i tassisti quando parlavano di huber. Che, criticandolo SEMPRE, non hanno fatto altro che ingigantire “il mostro”.

Ma, se stai leggendo il mio blog TU NON SEI come i taxisti, ne come la maggior parte degli albergatori.

Sei un albergatore professionista (o aspirante tale), e NON farai niente di tutto questo.

Non ti lamenterai.

Al contrario, come insegna l’antico Maestro Sun Tzu, studieremo insieme il nemico e capiremo come batterlo

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e tutto ciò che riguarda il marketing. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero

Albergatore Marketer: diventa la Star del tuo hotel

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I tuoi ospiti chiedono sempre di te? Sei “la stella aggiunta” del tuo hotel?

Scopri come usare la tua personalità per attirare FIUMI di clienti-fan

Se mi segui già da un po’, l’introduzione all’articolo di oggi sicuramente ti suonerà familiare.

Infatti, sono anni che vado dicendo quanto è importante definire degli “standard procedurali” in hotel e investire del tempo per creare manuali con l’obiettivo di trasferire il TUO metodo a tutti i membri dello staff.

Nel tempo qualcuno mi ha ascoltato e qualcun’altro no.

E non è solo questione di aver fiducia in quello che spiego.

Delegare non è certo un concetto che ho inventato io.

Di libri che parlano di queste cose è pieno il mondo dell’editoria business.

“Il primo obiettivo di un imprenditore è rendersi inutile all’azienda”.

Detto questo, esistono imprenditori che hanno una vera e propria “Sindrome da star” e GODONO nell’accentrare su di se TUTTE le attività della propria azienda

Così come gli artisti non possono fare a meno del palcoscenico.

Anche se questo comporta dover lavorare 16-18 ore al giorno.

Ora, personalmente questa è una filosofia che NON condivido e dal punto di vista tecnico-imprenditoriale è oggettivamente un ERRORE.

Capisci bene che, se un’azienda dipende da una SOLA persona, può bastare una brutta influenza o un qualsiasi impedimento personale per mandarla in crisi.

E anche se certi personaggi sembrano dei veri super-eroi, immuni ai problemi di salute e alla stanchezza, nella migliore delle ipotesi sono comunque prigionieri del loro ego e costretti, vita natural durante, tra le 4 mura dell’hotel.

Ciò detto, siccome NON è possibile cambiare il DNA di una persona, se ti riconosci nel profilo di cui sopra, quantomeno lascia che ti aiuti a sfruttare questo tuo LIMITE, per fare marketing nel TUO hotel.

E qui non ci sono opinioni.

Nel senso che, in quest’ambito, SO di cosa parlo e ti puoi fidare.

Come sempre, per aiutarti a capire meglio il concetto, ho deciso di partire da un esempio REALE.

Quindi, se davvero sei convinto di voler diventare l’uomo immagine del tuo hotel, apri bene gli occhi.

Oggi ti racconterò la storia di Davide Turci, titolare dell’hotel Aurea di Miramare, in provincia di Rimini

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L’ultimo dei Mohicani

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 Come è cambiato il ruolo del front-office manager negli ultimi 30 anni?

Quali  competenze devi sviluppare per diventare un VERO professionista? 

Anche agosto è andato e, per molti albergatori, il picco più alto per quanto riguarda presenze, impegno e stress è ormai alle spalle.

Forse è ancora presto per iniziare a fare programmi per l’anno prossimo, ma sicuramente può essere un buon momento per fare un primo bilancio del periodo appena concluso e valutare dove e come intervenire.

Ovviamente in questo ci “aiutano” le recensioni che permettono ai clienti di essere sempre più precisi (a volte anche troppo) indicando quelli che, secondo loro, sono punti forti e punti deboli degli hotel. Hai presente i famosi + e – di booking.com? Ecco.

Ora, nei miei continui spostamenti per visitare, studiare e valutare le strutture, non ho potuto fare a meno di notare che, troppo spesso, le critiche arrivano anche per l’attitudine dello staff.

E quando succede mi sale un’ignoranza che neanche Carletto Mazzone ai tempi d’oro…

Carletto

Infatti, avendo vissuto tutta la vita in hotel, so bene quanto può essere complicato risolvere problemi strutturali e quanto sia oggettivamente impossibile evitare giudizi negativi relativi alla posizione.

Si perché, diciamoci la verità: Se hai un hotel in terza fila al mare, a 15 km dal centro in una città d’arte, o vicino ai binari della ferrovia, che cavolo ci puoi fare?

Ma se i giudizi negativi arrivano per lo staff, davvero non ci siamo. Non ci sono alibi. Stai sbagliando tutto.

Perché staff significa relazione con il cliente e capacità di esaudire le richieste. E se un’azienda che ha come fine l’ospitalità manca in questi due aspetti significa che mancano le fondamenta.

E se mancano le fondamenta, l’hotel può avere il miglior marketing della storia, la più evoluta tecnologia del mondo ma i risultati sono destinati a rimanere mediocri per sempre.

Ovviamente il giudizio sullo staff vale per tutti i reparti e coinvolge ogni singolo componente del team.

Ma oggi in particolare vorrei affrontare il tema front-office perché il ricevimento, oltre ad essere il motore dell’azienda-hotel è anche la “prima linea”, il primo contatto con il cliente e, esattamente come accadeva nell’esercito degli antichi romani, rappresenta un ottimo termometro per misurare l’organizzazione e l’applicazione delle strategie impostate dai “generali”…

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e tutto ciò che riguarda il marketing. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero

Pokemon Go: esche per il tuo hotel

La nuova app per andare a caccia di pokemon sta invadendo il mondo

Come puoi sfruttare il fenomeno per attirare clienti nel tuo hotel?

Dato l’argomento apparentemente “off topic” di cui parleremo oggi, prima di cominciare lasciami fare una premessa.

Io uso il cellulare prevalentemente per lavorare e fare foto.

Il che significa che ho pochissime app installate: booking.com, tripadvisor, facebook, instagram, un paio di editor di photo e un paio di programmi di scrittura.

Fine.

Ma, anche anche se MAI avrei pensato di dovermene occupare, oggi ti scrivo per parlarti di Pokemon-GO.

Lo faccio perchè la app sviluppata per andare a caccia di pokemon è diventata un vero FENOMENO MONDIALE.

E come tutti i fenomeni mondiali, l’impatto che ha sulla società è potente, trasversale e velocissimo.

Ma partiamo dai fatti.

Cos’è esattamente Pokemon GO?

Pokemon go è una app che genera una realtà aumentata. In pratica i giocatori, seguendo un navigatore sul proprio smartphone, cercano sulle mappe reali del luogo dove si trovano, personaggi di fantasia che devono catturare toccando lo schermo.

Raccontato così sembra un videogioco come tanti.

Fatto sta che in poche settimane Pokemon-go è diventata la app nettamente più usata al mondo e ha letteralmente sverniciato facebook per il tempo-medio di utilizzo giornaliero.

Quindi, se nei prossimi giorni incontrerai strani individui con il cellulare in mano, che girano per le strade come se stessero consultando la mappa del tesoro, non ti esaltare troppo. Stanno solo “giocando” a pokemon go.

Il problema è che Il mondo sta letteralmente impazzendo.

Su youtube gira questo video dove si vede una folla di persone deliranti che rincorrono un pokemon rarissimo a central park, con una foga tale che sembra stiano scappando dagli zombie..

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e tutto ciò che riguarda il marketing. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero

I concorrenti occulti del tuo hotel

Perchè molti albergatori sbagliano quando pensano ai loro competitor?

Scopri cosa spinge il tuo cliente a spendere e diventa La priorità nelle sue scelte

Eccoci di nuovo qua. Dopo un breve periodo di assenza, sono tornato operativo. Ti dico la verità: in una settimana in Spagna ho raccolto talmente tanti spunti che non vedevo l’ora di rimettermi alla tastiera. Si lo so, sono malato 😛

Fatto sta che mentre ero in vacanza, mi sono dato la regola di scaricare la posta solo una volta al giorno, la sera.

E tra le tante email noiose che non vale la pena condividere, ne ho ricevute un paio più o meno simili che mi hanno dato lo spunto per scrivere l’articolo di oggi.

In pratica, una delle domande che mi fanno gli albergatori che mi seguono sul blog è questa:

“Ciao Gian Marco, complimenti per il blog. Mi piacerebbe tenerne uno come il tuo per il mio hotel ma oggi come oggi non so nemmeno cosa scrivere sul sito. Puoi darmi qualche consiglio?”

Così, nei giorni successivi ho iniziato a ragionarci sopra e ho pensato cosa farei io se dovessi tenere il blog di un hotel.

Come sempre sono partito dalle basi. Un marketing efficace deve sempre essere orientato alla concorrenza, mi ripetevo tra un bagno e l’atro.

E via di seguito: Cos’ha il mio hotel di diverso dagli altri? Perché un cliente dovrebbe scegliere di soggiornare da me piuttosto che dai miei competitor?

E poi ancora: chi sono i miei competitor? Quali sono i miei clienti in target?

E mentalmente avevo già compilato un’enciclopedia di cose da scrivere.

Tutte cose sensate, tutte cose che qualunque imprenditore nel 2016 dovrebbe conoscere a memoria.

Per intenderci, c’era già l’ossatura per un articolo dignitoso.

Ma non ero soddisfatto.

Non c’era niente che NON si possa trovare su decine di altri blog, nessun valore aggiunto, niente che avrebbe potuto far fare quel clic in più ai miei lettori. Che poi è l’impegno mi do sempre prima di iniziare a scrivere.

Finchè, come spesso capita, mentre stavo cazzeggiando su fb, un post ha attirato la mia attenzione e mi si è accesa una lampadina.

Ma prima di entrare nel dettaglio, lascia che ti spieghi come uso fb ( e perché ti consiglio di fare la stessa cosa)…

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