Prenotazioni on-line Archive

Tutti contro Booking Kong

Booking Kong

Federalberghi, singoli albergatori, Airbnb: tutti attaccano il gigante blu

Ma è davvero booking il nemico o dovremmo guardarci da minacce peggiori?

Per prima cosa mi scuso per l’assenza ma durante il mese di febbraio non ho praticamente alzato la testa dalla scrivania per preparare tutti gli eventi dell’anno.

Tra il consueto Road Show e la stagione di fiere che sta per cominciare, anche il 2017 è partito a tutta velocità e non sono riuscito a trovare il tempo per pubblicare il mio consueto articolo mensile. Mea culpa.

Nonostante questo, come sempre, ho trascritto su una nota del mio fedele iphone gli spunti più interessanti che ho raccolto in giro per l’Italia e pochi giorni fa mi stavo apprestando a mettere insieme un bel post di attualità.

Ma le cose sono andate diversamente.

Infatti, nelle ultime settimane, sul gruppo Albergatore Pro è divampata una nuova ondata di domande e ipotesi macchiavelliche sul futuro delle prenotazioni on-line e di booking in particolare.

C’è chi pensa che siamo vicini alla fine di un era, chi si prepara ad un’avventurosa estate fuori pista in disparity rate e chi si dice certo che airbnb sia ormai pronto a prendersi la corona.

Così, fedele al mio ruolo di Indiana Jones degli hotel della penisola, ho deciso di mettere l’esperienza di mille avventure al servizio dei miei lettori, prima che qualcuno si faccia male.

Per farlo, ho preso spunto dall’ultimo film che ho visto al cinema, perché contiene una lezione che ritengo molto utile per fare chiarezza sull’attuale scenario delle prenotazioni on-line.

Quindi, tieniti forte, stiamo per decollare alla volta di Skull Island… (se hai intenzione di vedere il film Kong fermati qui perché stai per entrare in area spoiler)

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e tutto ciò che riguarda il marketing. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero

L’hotel che rischiava di cadere all’indietro

 

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Qual’è la strategia vincente per gestire la vendita tipologica nel tuo hotel?

Scopri come ho usato il vecchio trucco di mio nonno per salvare un mio cliente

Anche pasqua è passata. E anche il 2016 sembra promettere molto bene. O almeno questo è quello che risulta dall’esito di un mini-sondaggio che ho lanciato tra gli iscritti al mio gruppo su facebook albergatore pro.

Ora, non so se nel gruppo sono tutti campioni o se dobbiamo (tristemente) ringraziare il clima di terrore che aleggia oltre confine, fatto sta che la maggior parte degli albergatori mi hanno raccontato una pasqua al gran completo dalla Val d’Aosta fino all’estremo sud della puglia.

Ma non è questo ciò di cui ti voglio parlare oggi.

La storia che ti voglio raccontare oggi ha a che fare con un bell’albergo in abruzzo, con i soliti consulenti inconsultabili e un errore diffuso che costa decine di migliaia di euro ogni anno agli albergatori che lo commettono.

Parliamo dell’impostazione delle tipologie e della vendita tipologica.

Per capire meglio l’evoluzione delle strategie però dobbiamo prima dare uno sguardo al passato e ripassare velocemente alcuni cenni storici.  Per farlo, riavvolgiamo il nastro fino al 2000, prima dell’esplosione di internet per il turismo e delle grandi agenzie on-line.

Apri bene gli occhi perchè adesso scriverò una cosa che va contro tutto quello che rappresento: “si stava meglio quando si stava peggio”.

Per prima cosa chiariamo subito che non stiamo parlando di democrazia e dittatura ma semplicemente di era internet ed era pre-internet.

Infatti, prima che le agenzie on-line rivoluzionassero il concetto stesso di vendita di servizi alberghieri, la maggior parte degli hotel del belpaese vendevano le diverse tipologie in maniera abbastanza semplice…

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e tutto ciò che riguarda il marketing. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero

La tariffazione di partenza

Homer matematica

Scopri come scegliere il giusto prezzo di partenza per vendere più camere

senza bruciarti il cervello e la calcolatrice, anche se non sei un ingegnere

Caro amico albergatore, mentre scrivo questo articolo dovresti essere abbastanza tranquillo. Dico dovresti perché con tutte le cose a cui devi pensare oggi per gestire il tuo hotel, il condizionale è d’obbligo anche nei periodi di chiusura.

Diciamo comunque che la stagione estiva è alle spalle ormai per tutti e mancano almeno un paio di mesi all’apertura della stagione invernale, che solitamente si inaugura l’8 dicembre.

Quindi, a meno il tuo hotel non sia a Milano-Venezia-Firenze-Roma, in questo momento sei in pausa o, meglio ancora, in fase di pianificazione per l’anno prossimo.

Cominciamo con le buone notizie: alcuni albergatori italiani stanno diventando imprenditori.

Conseguenza: mentre fino a 7-8 anni fa l’unica preoccupazione nei periodi di chiusura era organizzare le proprie vacanze (sacrosante) dimenticandosi dell’hotel fino alla successiva apertura, oggi i professionisti ne approfittano anche per fare investimenti, corsi di formazione e in generale per prevedere interventi migliorativi per la struttura.

F I N A L M E N T E.

Queste nuove abitudini infatti mi permettono di pianificare al meglio il mio lavoro e organizzare l’avviamento del gestionale con largo anticipo, con tutto il tempo per analizzare esigenze e obiettivi, fare una formazione adeguata e accorciare i tempi per implementare le nuove procedure.

Ma non tutto è oro quel che luccica..

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e tutto ciò che riguarda il marketing. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero

Meglio una notte oggi o una settimana domani?

Clienti diretti Vs booking.com

Clienti diretti vs booking, soggiorni lunghi vs “turista stop and go”

Ecco come cambia la domanda e qual è la (NON) scelta giusta da fare

Premessa: mentre inizio a scrivere questo articolo il calendario dice che siamo al 18/06/2015. Dico inizio perché tra scrittura, revisione e pubblicazione può passare anche un mesetto quindi, probabilmente, mentre stai leggendo la notizia non è più “fresca di giornata”.

La sostanza non cambia, ti basta sapere che per le mie riflessioni di oggi ho preso spunto da una pubblicazione dell’osservatorio di trivago di giugno che analizza i trend dell’estate 2015.

Ma partiamo subito dai fatti e dalla NON notizia:

La romagna ancora una volta mostra i muscoli

Proprio così, se parliamo di vacanze di almeno una settimana, la riviera di rimini la fa da padrona piazzando 2 località tra le prime 3 più richieste d’Italia e 5 nelle prime 24…

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e tutto ciò che riguarda il marketing. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero

Come funzionano i metasearch

Come funzionano i metasearch

Come funzionano i metasearch? Che vantaggi possono darti (se sai usarli)?

Ce lo dice Simone Puorto, uno che su questo (e su altro) ci ha scritto un libro..

Anche stavolta voglio essere onesto. Tenere un blog è veramente un grosso impegno. Oltre alla gestione tecnica del sito, la programmazione del calendario editoriale, la produzione dei contenuti e il marketing,  ci sono anche tutte le normative in termini di privacy che sembrano scritte apposta per essere incomprensibili e indurre a sbagliare anche chi come me è totalmente in buona fede (a proposito, spero che dio me la mandi buona con sti cookies… :-) )

D’altro canto, se ho deciso di continuare nonostante tutto, devo ammettere che ci sono alcuni aspetti molto positivi 😉

Una delle cose più fighe in assoluto, almeno per uno come me che vuole sempre essere aggiornato, è che se mi sveglio un giorno con la curiosità di capire meglio un aspetto specifico del settore in cui opero, con la scusa del blog posso contattare un esperto e farmelo spiegare nei dettagli.

In questo modo vinciamo tutti:

  • tu accedi a contenuti di valore completamente gratuiti
  • l’esperto ottiene nuova visibilità e rafforza il proprio personal brand
  • io imparo cose nuove e accresco la mia professionalità

Ma ora veniamo all’argomento di oggi..

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Fregatene di Amazon Travel

Amazon travel

A giorni il leader mondiale dell’e-commerce lancerà un nuovo sito per hotel

Ripassa la storia del marketing e scopri perchè booking resterà il N1

Eccoci qua.. Stavolta mi tocca parlare di attualità.. Dico “mi tocca” perché normalmente preferisco occuparmi delle mie cose ma dato che questa volta la novità riguarda da vicino il mondo in cui lavoro,  ho deciso di dire anche io la mia.

Lo faccio sia per tranquillizzare gli ansiosi che si stanno facendo prendere dal panico (sperando così di ricevere qualche chiamata in meno e salvare la batteria del mio povero iphone), sia perché in giro sento ragionamenti senza logica e quindi, come dicono gli americani, “I’ll give you my two cents”.

Per farlo come d’abitudine, mi aiuto con un paio di esempi.. Anzi no, facciamo così, facciamo proprio un gioco. Ne approfitto dato che sono in aeroporto e il mio volo è in ritardo di due ore così forse riesco a rimanere sveglio.. si, perché per fortuna/purtroppo ho il talento innato di dormire ovunque e non sarebbe la prima volta che dico “mi appoggio due minuti” e finisce che perdo l’aereo..

Ma veniamo ai fatti: da mesi ormai è partito il tam-tam mediatico che annuncia l’uscita a marzo del nuovo Amazon travel.

In pratica Amazon, il più grande sito di e-commerce del mondo, ha deciso di fare quello che tecnicamente si chiama “estensione di linea” e permettere agli utenti anche di prenotare hotel attraverso il proprio sito..

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Perchè non ricevi prenotazioni dal booking engine?

TruffaPerchè i clienti, soprattutto stranieri, scappano dal tuo sito?

Ti svelo un segreto (di cui nessuno parla) che può fare un enorme differenza

Qualche mese fa mi ha contattato un albergatore che voleva cambiare gestionale. E’ il mio lavoro, normale amministrazione. Il motivo per cui voglio raccontarti questa storia è perchè magari hai lo stesso problema che aveva il mio cliente e magari anche a te basta poco per risolverlo..

Come ti dicevo l’albergatore in questione mi ha chiamato per cambiare il suo vecchio gestionale e stava cercando un sistema che gli offrisse anche un booking engine integrato. Durante la prima telefonata sono rimasto abbastanza sorpreso della poca importanza che dava alla cosa, quasi come fosse un aspetto marginale.

Così mentre eravamo al telefono mi sono fatto un giro sul suo sito e ho notato che in realtà aveva già un booking engine (anche se scollegato dal gestionale) ed era anche molto ben configurato: foto ad alta risoluzione, pacchetti, offerte promozionali.. insomma ogni cosa al suo posto.

Quando gli ho chiesto il motivo per cui volesse cambiare anche il booking engine, mi ha spiegato che perdeva un sacco di tempo ad aggiornarlo a fronte delle pochissime prenotazioni ricevute e quindi, dato che non rendeva, voleva qualcosa che fosse almeno integrato al gestionale.

Ora, per quanto possa capire benissimo l’esigenza di avere un sistema integrato, prima di procedere ho chiesto di poter dare un occhiata alle statistiche per capire per quale motivo il sistema avesse un rendimento così scarso..

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Proteggi il tuo brand (e i tuoi clienti)

DifendersiOgni giorno chi cerca il tuo hotel su google finisce in pasto alle OTA

Cosa puoi fare per smettere di PAGARE commissioni sui TUOI clienti?

Per introdurre l’argomento di cui ti voglio parlare oggi ho deciso di cominciare con un esempio pratico che può aiutarti ad inquadrare più velocemente il problema.

Immagina un cliente che arriva nella tua città ed è interessato al tuo hotel perchè un amico gliene ha parlato bene. Diciamo che il nostro cliente ha deciso di partire all’ultimo momento e non ha chiamato per prenotare.

Una volta arrivato in città da un occhiata alle indicazioni stradali e le segue fino alla meta. Il problema è che non arriva al tuo hotel, ma all’ufficio dell’agenzia viaggi locale che si è comprata le insegne con il nome del tuo hotel per attirare i clienti che lo cercano.

Che effetto ti farebbe? Sono sicuro che ti arrabbieresti a morte e chiameresti subito sindaco, carabinieri, vigili urbani e pompieri pur di risolvere la questione.

Se pensi che l’esempio che ti ho appena fatto sia assurdo ti consiglio di  continuare a leggere perchè potresti scoprire che la cosa sta capitando anche a te ogni giorno da chissà quanto tempo..

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Come funziona tripconnect

TripconnectCome funziona tripconnect? Vale la pena attivarlo?

Ecco il mio punto di vista sulla nuova applicazione di tripadvisor

A 5 mesi dal lancio ufficiale della nuova funzionalità di tripadvisor presentata al TTG di Rimini, mi trovo sempre più spesso a rispondere a clienti che mi chiedono un parere in proposito.

Prima di condividere il mio punto di vista però, credo sia il caso di chiarire bene di cosa stiamo parlando e come funziona il sistema dal punto di vista tecnico e commerciale.

Tecnicamente il processo è abbastanza semplice: tripadvisor si interfaccia con le principali aziende che distribuiscono booking engine per gli hotel. In questo modo il visitatore vedrà, sulla pagina di tripadvisor dell’hotel che sta consultando, le tariffe che l’albergatore ha pubblicato sul sito ufficiale a confronto con quelle delle varie OTA.

tripconnect comparazione

Questo dovrebbe permettere agli albergatori di competere alla pari con le principali OTA per sfruttare la visibilità e incrementare le prenotazioni dirette..

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7 tecniche efficaci e testate per disintermediare

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DISINTERMEDIARE, DIS-IN-TER-ME-DIA-RE, D-I-S-I-N-T-E-R-M-E-D-I-A-R-E. E’ il mantra del momento.  Ora che il revenue management è stato digerito dalla massa critica, c’è un nuovo obiettivo  da raggiungere e gli albergatori si trovano nuovamente bombardati da consulenti ed esperti vari.

Chiariamoci, dal punto di vista commerciale è una cosa positiva. Il mercato si evolve ed è giusto cambiare strategie per ottenere il massimo rendimento dalla propria attività. Il problema come sempre è dato dalla troppa superficialità con cui vengono affrontati certi argomenti.

Ti faccio un esempio: se provi a digitare su google  “tecniche di disintermediazione hotel” nei risultati della prima pagina troverai siti di società ed esperti più o meno autorevoli che condividono i loro suggerimenti.

In ognuna delle pagine e/o articoli di blog noterai sicuramente un taglio specifico che serve per far risaltare l’importanza dei vari siti, booking engine e servizi di posizionamento commercializzati dagli autori dei testi. Fa parte del gioco.

Ciò che invece mi spaventa e rischia di diventare controproducente è che l’insieme di strumenti e regole proposti come soluzione al problema, in realtà sono soltanto il punto di partenza del lavoro che un albergatore deve fare se vuole disintermediare..

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