Tutti contro Booking Kong

Booking Kong

Federalberghi, singoli albergatori, Airbnb: tutti attaccano il gigante blu

Ma è davvero booking il nemico o dovremmo guardarci da minacce peggiori?

Per prima cosa mi scuso per l’assenza ma durante il mese di febbraio non ho praticamente alzato la testa dalla scrivania per preparare tutti gli eventi dell’anno.

Tra il consueto Road Show e la stagione di fiere che sta per cominciare, anche il 2017 è partito a tutta velocità e non sono riuscito a trovare il tempo per pubblicare il mio consueto articolo mensile. Mea culpa.

Nonostante questo, come sempre, ho trascritto su una nota del mio fedele iphone gli spunti più interessanti che ho raccolto in giro per l’Italia e pochi giorni fa mi stavo apprestando a mettere insieme un bel post di attualità.

Ma le cose sono andate diversamente.

Infatti, nelle ultime settimane, sul gruppo Albergatore Pro è divampata una nuova ondata di domande e ipotesi macchiavelliche sul futuro delle prenotazioni on-line e di booking in particolare.

C’è chi pensa che siamo vicini alla fine di un era, chi si prepara ad un’avventurosa estate fuori pista in disparity rate e chi si dice certo che airbnb sia ormai pronto a prendersi la corona.

Così, fedele al mio ruolo di Indiana Jones degli hotel della penisola, ho deciso di mettere l’esperienza di mille avventure al servizio dei miei lettori, prima che qualcuno si faccia male.

Per farlo, ho preso spunto dall’ultimo film che ho visto al cinema, perché contiene una lezione che ritengo molto utile per fare chiarezza sull’attuale scenario delle prenotazioni on-line.

Quindi, tieniti forte, stiamo per decollare alla volta di Skull Island… (se hai intenzione di vedere il film Kong fermati qui perché stai per entrare in area spoiler)

In pratica il film racconta la storia di un’isola a Sud del Pacifico denominata Skull Island (isola del teschio) da sempre avvolta in un alone di mistero e sulla quale gli studiosi sono convinti che vivano mostri spaventosi.

I fatti della narrazione risalgono agli anni ’70, quando un gruppo di ricercatori incaricati dal governo degli stati uniti, partono per una missione esplorativa sull’isola accompagnati da un corpo speciale di elicotteri reduci dalla guerra nel Vietnam.

Arrivati all’Isola del Teschio, gli americani cominciano a far cadere esplosivi sviluppati da un sismologo per determinare la consistenza del terreno scoprendo che l’isola è cava all’interno e in profondità.

Ma durante l’operazione gli elicotteri sono improvvisamente attaccati e distrutti da un gorilla di 30 metri.

Hanno trovato il misterioso mostro di cui tutti parlano?

Non esattamente.

Infatti, qualche ora dopo, i pochi superstiti della spedizione incontrano un pilota americano precipitato sull’isola nel 1944 che spiega loro che l’enorme scimmia che hanno incontrato si chiama “Kong” e in realtà è il guardiano dell’isola.

Kong è adorato come un dio dagli indigeni perchè li protegge dagli Strisciateschi, mostri rettiloidi che vivono sottoterra e che hanno sterminato la famiglia di Kong, lasciandolo come l’ultimo della sua specie.

E così, nonostante la rabbia e la disperazione per la perdita dei propri compagni, gli americani si rendono conto che in realtà Kong ha attaccato gli elicotteri solo per difendere il territorio ed evitare che le bombe risvegliassero lo Strisciateschi alpha, il vero mostro dell’isola.

Ora, come già altre volte ti sarà capitato in passato, suppongo che a questo punto tu stia pensando che io sia impazzito.

E in parte hai ragione.

Ma prima cerca di capire come, studiando il copywriting, ho imparato a sfruttare le cose che mi capitano tutti i giorni per fare marketing. (se non hai voglia di scervellarti troppo e vuoi solo goderti l’articolo sappi che è una cosa che ti spiegherò nei dettagli al corso di settembre)

E ora veniamo noi.

Cosa pensano gli albergatori italiani riguardo a booking?

Ti cito alcune delle considerazioni più recenti condivise sul gruppo:

  • “Le commissioni sono troppo alte, ormai siamo schiavi di booking” (questa a dire il vero è un evergreen)
  • “La loro politica è scorretta, tutelano sempre il cliente e mai l’albergatore”
  • “Quell di Airbnb hanno capito che devono essere più accomodanti con gli albergatori e presto li supereranno
  • “Ho abbandonato da tempo la parity rate per portare più prenotazioni dirette sul mio sito”
  • “Ormai le persone hanno capito il trucco e chiamano in hotel per avere sconti. Booking ha i giorni contati.”
  • “La rate intelligence non aiuta il mio hotel a guadagnare di più, aiuta solo booking a vendere di più”

Ci siamo? Senti anche te le voci che sento io?

Ecco, prima di proseguire devo necessariamente aprire una parentesi:

sai qual è uno dei maggiori punti di forza di booking che ha determinato l’ascesa dell’azienda olandese fino a farla diventare leader mondiale delle prenotazioni on-line?

Hanno capito prima di tutti che il loro cliente è l’ospite dell’hotel. 

Non l’hotel.

E finchè continueranno a fare bene marketing con i propri clienti, manterranno la leadership e gli albergatori non avranno scelta.

E il fatto che la politica di airbnb preveda maggiore dialogo e disponibilità a negoziare con gli host è un fattore assolutamente irrilevante rispetto al successo ottenuto sul mercato dell’home sharing.

Infatti, nessun imprenditore sano di mente sceglierebbe mai una OTA accomodante rispetto ad una che gli fa vendere più camere.

Airbnb cresce costantemente perchè i fondatori hanno puntato per primi su una nicchia in grande espansione e, anno dopo anno, sono diventati leader della propria nicchia.

Ora che abbiamo visto il pensiero comune dei singoli albergatori, vediamo il comportamento delle istituzioni sulla questione prenotazioni dirette.

Come ha reagito Federlaberghi, cioè l’ente che dovrebbe guidare e dare l’esempio alla categoria, all’egemonia di booking?

Ha lanciato la grottesca campagna “fatti furbo” che suggerisce al cliente di chiamare direttamente per ottenere tariffe migliori (sul sito c’è scritto testualmente “telefonando o mandando una mail l’albergo potrà offrire un prezzo migliore.” Guarda tu stesso se non ci credi )

Ora, messa giù cosi, è o non è una caccia alle streghe?

E come dovrebbero reagire in booking, secondo te?

Dovrebbero continuare a investire centinaia di milioni per la promozione turistica di un paese in cui gli enti preposti invitano gli imprenditori a “fregare il sistema” offrendo sconti ai clienti che li trovano proprio grazie ai milioni investiti dall’azienda che vogliono fregare?!?!

Chiariamoci: lavoro tutti i giorni gomito a gomito con gli albergatori e capisco benissimo il fastidio derivato dal costo delle commissioni e dall’eccesso di zelo dei giovani operatori del call center che difendono anche i clienti indifendibili quando chiedono il rimborso in caso di partenza anticipata pur avendo prenotato una non rimborsabile…

E per inciso: mi sembra ovvio che quando un cliente che ha visto il tuo hotel sulle OTA ti chiama o ti invia una mail devi mettere in campo tutte le tue capacità per cercare di catturarlo direttamente.

Ma dobbiamo per forza reagire all’italiana??

Prova per un attimo a mettere da parte i tuoi interessi personali di imprenditore e ragiona insieme a me.

Solo nel 2016, Priceline (societa madre di booking) ha speso 3,5 miliardi di dollari in advertising (tra google, fb e compagnia)

TRE MILIARDI E MEZZO DI DOLLARI.

Se da oggi tutti i visitatori di booking chiamassero direttamente gli hotel e tutti gli albergatori facessero sconti pari alle commissioni riuscendo a “catturare” tutti i clienti direttamente…

Cosa succederebbe l’anno prossimo?

Chi si sostituirebbe al colosso americano nella straordinaria opera di promozione turistica che consente a un 6 camere a Scicli di impattare su decine di migliaia di visitatori in 42 lingue diverse?

  • Il ministero del turismo è in grado di farlo?
  • Gli imprenditori italiani sono sufficientemente maturi, aperti e lungimiranti per fare davvero sistema senza istituzioni?
  • Il singolo imprenditore sarebbe pronto a reinvestire ogni singolo centesimo risparmiato nelle commissioni per promuovere il proprio hotel su google e su fb?
  • E anche fosse disposto ad investire, avrebbe le competenze per farlo?
  • O saprebbe trovare professionisti in grado di farlo con la stessa efficacia a parità di prezzo?

Morale della favola: stiamo attenti a non impegnarci troppo per uccidere “un mostro” che ci protegge da una minaccia ancora peggiore:

La perdita di clienti è decisamente più spaventosa di booking stesso e dissanguerebbe lentamente migliaia di albergaori italiani facendoli soffrire molto più delle fauci di un dinosauro (che almeno ti squarta sul colpo)

Se ti è piaciuto l’articolo di oggi clicca su mi piace e condividi. Se anche tu vuoi dotarti dell’unico antidoto efficace contro lo strapotere delle OTA ti aspetto al settembre al corso Albergatore Pro dove ti spiegherò passo-passo come creare un brand per il TUO hotel in grado di calamitare migliaia di clienti desiderosi di prenotare direttamente da te.

Fino ad allora fai il bravo e continua a vendere sulle OTA, possibilmente in parity rate.

P.s. L’offerta lancio per il corso di settembre scade il 31/3. Hurry up!!

Nato a Rimini da una famiglia di albergatori, sono appassionato di sport, viaggi e tutto ciò che riguarda il marketing. Aiuto gli hotel ad ottimizzare l’organizzazione e incrementare il fatturato attraverso il software gestionale. Negli anni ho seguito personalmente lo sviluppo di oltre 200 hotel in Italia e all’estero

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